Una serata di (La) grande bellezza – 21 maggio 2015

Canale 5 questa sera alle 21:00 ci regala una grande serata di cinema con La grande bellezza di Paolo Sorrentino. Vincitore del Premio Oscar come miglior film straniero, il film intepretato magistralmente da Toni Servillo ha conquistato anche il Golden Globe come miglior film straniero, il BAFTA come miglior film in lingua straniera, quattro European Film Awards, nove David di Donatello, cinque Nastri d’Argento e numerosi altri premi internazionali. Ecco tutte le frasi celebri che hanno reso memorabile il capolavoro del regista napoletano.

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A questa domanda, da ragazzi, i miei amici davano sempre la stessa risposta: “La fessa”. Io, invece, rispondevo: “L’odore delle case dei vecchi”. La domanda era: “Che cosa ti piace di più veramente nella vita?” Ero destinato alla sensibilità. Ero destinato a diventare uno scrittore. Ero destinato a diventare Jep Gambardella. (Jep)

Ormai siamo un popolo di intervistati. Ma non li senti? “Come dico sempre…” Come dico sempre a chi? (Jep)

In questo Paese, purtroppo, per farsi prendere sul serio bisogna prendersi sul serio. (Romano)

In realtà, i romani mi sembrano insopportabili. I Migliori abitanti di Roma sono i turisti. (Jep)

Per che cosa siamo famosi noi all’estero? Le pezze e le pizze, nient’altro. Siamo un paese di magliari e pizzicagnoli, e sempre questo saremo. (Lello)

A luce intermittente, l’amore si è seduto nell’angolo. Schivo e distratto esso è stato. Per questa ragione non abbiamo più tollerato la vita. (Orietta) [citando il romanzo L’apparato umano di Jep Gambardella]

È così triste essere bravi: si rischia di diventare abili. (Jep)

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La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare. (Jep)

Quando sono arrivato a Roma, a 26 anni, sono precipitato abbastanza presto, quasi senza rendermene conto, in quello che potrebbe essere definito “il vortice della mondanità”. Ma io non volevo essere semplicemente un mondano. Volevo diventare il re dei mondani. Io non volevo solo partecipare alle feste. Volevo avere il potere di farle fallire. (Jep)

Sono un gentiluomo: è l’unica certezza che ho. (Jep)

Dunque è regola fondamentale, ad un funerale non bisogna mai piangere, perché non bisogna rubare la scena al dolore dei parenti. Questo non è consentito. Perché immorale. (Jep)

Che cosa avete contro la nostalgia, eh? È l’unico svago che resta per chi è diffidente verso il futuro, l’unico. (Romano)

So’ belli i trenini che facciamo alle nostre feste, so’ i più belli di tutta Roma. […] So’ belli. So’ belli perché non vanno da nessuna parte. (Jep)

Sono anni che tutti mi chiedono perché non torno a scrivere un nuovo romanzo. Ma guarda ‘sta gente, ‘sta fauna. Questa è la mia vita, non è niente. Flaubert voleva scrivere un romanzo sul niente, non c’è riuscito. Ci posso riuscire io? (Jep)

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Una risposta a "Una serata di (La) grande bellezza – 21 maggio 2015"

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  1. Aggiungo la frase che in questi giorni mi perseguita.
    “Io non riesco a capire come un uomo che vende giocattoli, cioè la gioia e la fantasia di tutto il mondo sia così pessimista, disfattista. Sei un uomo oscuro, Lello. Sei oscuro”.

    Mi piace

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