Tutte le frasi e i dialoghi celebri del Grande Gatsby

Martedì 26 maggio alle 21:10 su Canale 5  Il grande Gatsby (The Great Gatsby). Diretto da Baz Luhrmann ed interpretato da Leonardo DiCaprio, Carey Mulligan e Tobey Maguire Il grande Gatsby è tratto dal romanzo omonimo di Francis Scott Fitzgerald. Il film di Luhrmann è la quarta trasposizione cinematografica del romanzo, dopo una versione muta del 1926 andata perduta, una seconda del 1949 e una terza, più famosa, del 1974.

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Nell’estate del 1922, il ritmo della città era sull’orlo della frenesia. Le azioni raggiungevano vette da record e Wall Street prosperava in un crescente delirio di ricchezza. Le feste erano più fragorose, gli spettacoli più ecclatanti, gli edifici più alti, la morale più licenziosa e il proibizionismo aveva prodotto l’effetto contrario, riducendo il costo degli alcolici. Wall Street irretiva giovani ambiziosi e io ero uno di questi. Affittai una casa a venti miglia dalla città, a Long Island. Vivevo a West Egg, nel cottage dimenticato da un , strizzato dalle ville dei nuovi ricchi. Per cominciare mi comprai una decina di volumi su credito bancario e investimenti, cose nuove per me. […] A Yale avevo sognato di fare lo scrittore, ma ora ci avevo rinunciato. Col sole che splendeva e le foglie che esplodevano sugli alberi, decisi che avrei passato l’estate a studiare. Ed è probabile che lo avrei fatto, se non fossi stato distratto dagli sfrenati divertimenti che ammiccavo da oltre le mura di quel colossale castello, di proprietà di un signore che ancora non avevo conosciuto, un certo Gatsby. (Nick Carraway)

La vita la devi dominare se sei uomo, Nick. (Tom Buchanan)

E spero che sia anche stupida. È la cosa migliore per una ragazza in questo mondo: essere una bella oca giuliva. Tutte le cose belle e preziose svaniscono così presto, e non tornano più. (Daisy Buchanan)

La Valle delle Ceneri era un paesaggio grottesco. La discarica di New York, a metà strada tra West Egg e la città, dove le scorie del carbone bruciato per fornire energia all’impetuosa crescita della città, venivano scaricate da uomini che nel pulviscolo apparivano offuscati e precocemente sfibrati. Su quell’irreale aglomerato vigilava perennemente il dottor T. J. Eckleeulg, un oculista dimenticato, i cui occhi si ergevano meditabondi su tutto, come gli occhi di Dio. (Nick Carraway)

Vuoi stare in panchina o vuoi entrare in campo? (Tom Buchanan)

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Alte sopra la città, le nostre finestre gialle devono aver fornito il loro contributo di segreti umani all’osservatore casuale che avesse alzato lo sguardo dalla strada. E io ero anche lui, che guardava in sù incuriosito. Ero dentro e fuori. Incantato e respinto dall’inesauribile varietà della vita. (Nick Carraway)

Non ho idea di come fossi arrivato a casa, ma so che mi svegliai con la netta, inquietante sensazione che Gatsby mi stesse osservando. (Nick Carraway)

Tutti, ma proprio tutti, di ogni ceto sociale e da ogni angolo di New York. Un carnevale caleidoscopico che si riversava in casa di Gatsby. (Nick Carraway)

Apri gli occhi: le ragazze ricche non sposano i ragazzi poveri. (Coley Barton)

Il suo sorriso era uno di quei rari sorrisi che capita forse di vedere quattro o cinque volte nella vita. Pareva comprenderti e credere in te tanto quanto tu vorresti essere compreso e ispirare fiducia. (Nick Carraway)

Qualsiasi cosa lei voglia, deve solo chiedere vecchio mio. (Jay Gatsby)

Jay, non si può ripetere il passato. (Nick Carraway)

Parlò molto del passato, come se volesse recuperare qualcosa. […] Un’idea di sè, forse, che aveva messo nel suo amore per Daisy. (Nick Carraway)

Sapeva che la sua mente non sarebbe mai più stata libera di spaziare, come la mente di un Dio. Che l’innamorarsi avrebbe cambiato il suo destino per sempre. […] Lei sbocciò per lui come un fiore. E l’incarnazione divenne completa. (Nick Carraway)

Sapevo che per un uomo come me, innamorarsi era un grande errore. A 32 anni potrei essere ancora un grande uomo se potessi dimenticare di aver perso Daisy, ma la mia vita, vecchio mio, la mia vita… la mia vita deve mirare in alto. Deve andare avanti. Lei deve andare da Tom e dirgli che non l’ha mai amato. Le serve solo un po’ di tempo, tutto qui. Un po’ di tempo. (Jay Gatsby)

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Nick Carraway: Quando tornai da New York ero disgustato.
Dottore: Capisco signore Carraway.
Nick Carraway: Disgustato da tutti e da tutto. Soltanto un uomo sfuggiva al mio disgusto.
Dottore: Un uomo, signor Carraway?
Nick Carraway: Gatsby.
Dottore:Era un suo amico?
Nick Carraway: Era uno… che coltivava la speranza più di chiunque io abbia conosciuto, e che forse mai più conoscerò. C’era qualcosa in lui, grande sensibilità, era quasi come uno di quegli apparecchi che registrano i terremoti a diecimila miglia di distanza.
Dottore: Dove lo ha conosciuto?
Nick Carraway: Emh… emh… a una festa. A New York.

Nick Carraway: Chi è questo Gatsby?
Coley Barton: Era una spia tedesca durante la guerra.
Jordan Baker: Coley Barton, Nick Carraway.
Nick Carraway: Una spia tedesca?
Uomo: No no no no, è l’assassino del kaiser.
Donna #2: Hanno detto che ha ammazzato un uomo.
Coley Barton: È vero, uccide per divertimento, gratis. È già più ricco di Dio.

Nick Carraway:Ma se lui non esiste, tutto questo a cosa serve?
Uomo: L’enigma, mio caro amico, è proprio questo.

Jay Gatsby: La sua faccia mi è nota. Non era nella terza divisione durante la guerra?
Nick Carraway: Oh… si. Nono battaglione.
Jay Gatsby: Io ero nel settimo.
Nick Carraway: Scusi.
Jay Gatsby: Mi pareva di conoscerla. Si sta divertendo vecchio mio?
Nick Carraway: Oh, questa festa è incredibile. Io abito qui a fianco. Ah, guardi, ho ricevuto anche un invito, pare che ce l’abbia solo io. Ma non ho ancora mai visto questo Gatsby: non lo conosce nessuno. Dicono che sia terzo cugino del kaiser e secondo cugino del diavolo.
Jay Gatsby: Forse non sono stato un buon padrone di casa, vecchio mio, perchè… sono io Gatsby.

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