Un mercoledì da leoni con Apocalypse Now Redux

Una serata di grande cinema su IRIS alle 21:00 con Apocalypse Now. Diretto da Francis Ford Coppola e liberamente ispirato al romanzo di Joseph Conrad Cuore di tenebra, vinse la Palma d’oro al 32º Festival di Cannes e due premi Oscar (per la migliore fotografia e per il miglior sonoro). Indimenticabili le interpretazioni di Marlon Brando, Robert Duvall e Martin Sheen.

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In questa guerra tutto diviene confuso laggiù, il potere, gli ideali, un certo rigore morale, esigenze militari contingenti… ma laggiù con questi indigeni si può essere spinti a prendersi per Iddio.
…perché c’è un conflitto in ogni cuore umano tra il razionale e l’irrazionale e tra il bene e il male… però non sempre il bene trionfa… a volte le cattive tentazioni hanno la meglio su quelli che Lincoln chiamava “i migliori angeli della nostra indole”, i buoni istinti morali. …Ogni uomo ha un suo punto di rottura, noi due lo abbiamo, Walter Kurtz ha raggiunto il suo, e evidentemente è uscito di senno. (Gen. Corman)

A condurre la guerra era un gruppo di clown con quattro stelle che avrebbero finito per dar via tutto il circo. (Cap. Willard)

Io volevo una missione, e per scontare i miei peccati, me ne assegnarono una. (Cap. Willard)

Accusare un uomo di omicidio quaggiù era come fare contravvenzioni per eccesso di velocità alla 500 miglia di Indianapolis. (Cap. Willard)

Saigon. Cazzo. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla. (Cap. Willard)

Granduca Sei a squadriglia Aquila: vai con guerra psicologica! A pieno volume. Qui Romeo Foxtrot: vogliamo ballare? (Col. Kilgore)

Se un uomo ha abbastanza fegato da combattere con le budella in mano, può bere dalla mia borraccia ogni volta che vuole. (Col. Kilgore)
Charlie non fa il surf. (Col. Kilgore)

Americani andate a fare in culo! Siete bastardi. Americani andate a fare in culo! Vaffanculo americani. Vaffanculo americani. Americani vaffanculo! (Soldato Vietcong)

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Ho osservato una lumaca strisciare lungo il filo di un rasoio, questo è il mio sogno, è il mio incubo: strisciare, scivolare lungo il filo di un rasoio e sopravvivere. (Col. Walter E. Kurtz)

Ma noi dobbiamo ucciderli, dobbiamo incenerirli, maiale dopo maiale, vacca dopo vacca, villaggio dopo villaggio, esercito dopo esercito. E dicono che sono un assassino. E come si dice quando gli assassini accusano altri assassini? Mentono! Loro mentono e noi dobbiamo essere clementi con coloro che mentono?! Quei nababbi… io li odio! Li odio profondamente!. (Col. Walter E. Kurtz)

Ho visto degli orrori, orrori che ha visto anche lei. Ma non avete il diritto di chiamarmi assassino. Avete il diritto di uccidermi, questo sì, ma non avete il diritto di giudicarmi. Non esistono parole per descrivere lo stretto necessario a coloro che non sanno cosa significhi l’orrore. L’orrore ha un volto e bisogna essere amici dell’orrore. L’orrore ed il terrore morale ci sono amici. In caso contrario allora diventano nemici da temere. Sono i veri nemici… (Col. Kurtz)

Era un modo particolare che avevamo qui di vivere con noi stessi: li facevamo a brandelli con una mitragliatrice, poi gli davamo un cerotto. (Cap. Willard)

Noi addestriamo dei giovani a scaricare Napalm sulla gente, ma i loro comandanti non gli permettono di scrivere “cazzo” sui loro aerei perché è osceno. (Col. Kurtz)

Sono preoccupato che mio figlio non capisca quello che ho cercato di essere. (Col. Kurtz)

Persino la giungla lo voleva morto… e in fin dei conti era proprio dalla giungla che Lui prendeva ordini. (Cap. Willard)

…Perché non c’è niente che io detesti di più dell’odore di marcio delle bugie. (Col. Kurtz)

Quand’ero qui volevo essere lì. Quand’ero là, pensavo solo a tornare nella giungla. Adesso sono qui da una settimana.. in attesa di una missione, mi sto lasciando andare. (Cap. Willard)

La stanza si fa sempre più piccola: più guardo la pareti più mi si stringono intorno. (Cap. Willard)

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Da bambino una volta sono stato su quel fiume. C’era un punto del fiume – non ricordo bene – credo fosse una piantagione di gardenie, o comunque una piantagione di fiori… adesso è in stato di incuria e pieno di erbacce, ma almeno per cinque miglia sembrava che il paradiso fosse sceso sulla terra sotto forma di gardenie. (Col. Kurtz)

Ha mai pensato seriamente a delle reali forme di libertà? La libertà dall’opinione degli altri..persino dalla propria opinione. (Col. Kurtz)

Lei è un galoppino mandato qui dal droghiere a incassare i sospesi. (Col. Kurtz)

L’orrore. L’orrore! (Col. Kurtz)

Ma lo sai che il se è la sillaba centrale di essere? (Fotoreporter)

Siamo gli uomini vuoti
siamo gli uomini imbottiti
addossati l’uno all’altro
con la testa piena di paglia
Ahimè!
Le nostre aride voci vanno insieme bisbigliando
sommesse e insulse come il vento tra l’erba secca
o le zampette umide di topi nel nostro scantinato asciutto
foggia senza forma
tinta senza colore
paralisi della forza
gesto senza moto.
Chi ha attraversato le sponde…
(Col. Kurtz)

…è il voler giudicare che ci sconfigge… (Col. Kurtz)

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