Stasera anche tu in una Trappola di cristallo?

Questa sera alle 21:15 su Rete 4 il film d’azione per eccellenza: Die Hard – Trappola di cristallo! Il film lancia Bruce Willis e sarà il primo capitolo di una saga dedicata alle avventure del poliziotto newyorkese John McClane, proseguita con 58 minuti per morire – Die Harder (1990), Die Hard – Duri a morire (1995), Die Hard – Vivere o morire (2007) e Die Hard – Un buon giorno per morire (2013). Godetevi le frasi celebri del film!

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John è vivo… solo John è in grado di esasperare così una persona ! (Holly McClane)

 

Perché non gli hai impedito di ucciderlo? Perché avrebbe ammazzato anche te, coglione! Rifletti imbecille, rifletti. (John McClane)

 

Bene, sbrigatevi belli di papà, e vi giuro che vi abbraccio anche i vostri cani Mascotte! (John McClane)

 

Con tanti terroristi nel mondo dovevo ammazzarne proprio uno con i piedi piccoli. (John McClane)

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Vieni in California, vedrai che bello, ci divertiremo da matti… (John McClane)

 

Ma chi è che guida, Stevie Wonder?!? (John McClane)

 

Hippy ya ye pezzo di merda! (John McClane)

 

Con i miei saluti, pezzo di merda! (John McClane)

 

Hans, bubi! Sono il tuo salvatore! (Ellis)

 

Suor Teresa mi chiamava signor McClane in collegio, ma gli amici mi chiamano John, e tu non sei né l’una, né gli altri. (John McClane)

 

Ma non sente la puzza delle stronzate che dice? (Al Powell)

 

Bene, e adesso che si fa, li arrestiamo per non aver pagato la bolletta della luce? (Al Powell)

 

Dovevi sentire tuo fratello come gracchiava quando gli ho rotto l’osso del collo. (John McClane)

 

Giuro su Dio che finché campo non voglio più salire neanche sul tetto di una macchina! (John McClane)

 

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Stasera il ricordo di Alì nel film di Michael Mann

Serata di grande cinema su IRIS alle 21:00 con Alì, il film di Michael Mann con Will Smith nei panni del pugile più famoso di tutti i tempi. Il film racconta dieci anni della vita di Muhammad Ali, ex campione del mondo dei pesi massimi, dalla clamorosa e inaspettata conquista del titolo contro Sonny Liston, allo storico incontro The Rumble in the Jungle contro George Foreman, passando per l’amicizia con Malcolm X e la radicalizzazione all’Islam.

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Non devo essere quello che gli altri vogliono farmi essere e non ho paura di essere quello che voglio essere, di pensare come voglio pensare.

 

Quell’uomo è così brutto che il suo sudore gli scorre dietro la schiena pur di non guardarlo in faccia.

Se quel ragazzo si è mai sognato di battermi è meglio che si svegli e mi chieda scusa.

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Non aspettare questo incontro perché non si farà mai, l’unica cosa che ti resta è immaginare ciò che non vedrai.

 

Dimentica quello che pensi di sapere

 

Non puoi beccare quella seconda raffica di colpi. Lo sai, è li che ti aspetta. Vuoi il titolo? Vuoi portare la corona dei pesi massimi? Naso rotto, mascella fracassata, faccia spaccata. Sei disposto a questo? Sei pronto? Perché hai di fronte un uomo che morirà prima di farti vincere.

Una serata romantica con Dirty dancing! Le frasi celebri!

Questa sera alle 21:00 su Italia Uno un classico tra i film romantici, Dirty Dancing!  Pellicola del 1987, diretta da Emile Ardolino e interpretata da Patrick Swayze e Jennifer Grey.

La colonna sonora, (I’ve Had) The Time of My Life, vinse l’Oscar ed il Golden Globe, e i due interpreti, Bill Medley e Jennifer Warnes, si aggiudicarono un Grammy Award come miglior duetto.

 

Nessuno può mettere Baby in un angolo. (Johnny)

Di solito ho sempre chiuso io lo spettacolo. Quest’anno volevano impedirmelo, ma ho deciso di ballare ugualmente, con una nuova compagna. Che è una grande ballerina, ma che soprattutto mi ha insegnato che nella vita bisogna difendere gli altri senza preoccuparsi delle conseguenze. Grazie a lei ho capito… che tipo di persona voglio diventare. Parlo di Frances Houseman. (Johnny)

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Baby: Allora è tutto a posto… ora dovranno chiederti scusa.
Johnny: Invece mi hanno cacciato.
Baby: Ti hanno licenziato a causa mia?
Johnny: Se me ne vado senza fare storie, mi danno anche la liquidazione.
Baby: Allora ho fatto tutto questo per niente. Ho offeso la mia famiglia, tu hai perso il lavoro e non è servito a niente.
Johnny: No, non hai fatto tutto questo per niente. Nessuno mai aveva fatto qualcosa per me, prima d’ora.
Baby: Avevi ragione tu, non si può vincere contro di loro.

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Penny: Baby… è così che ti chiami? Sai che ti dico, Baby? Tu non sai un bel niente della mia vita.
Billy: Gliel’ho detto.
Penny: Ma bravo, così andrà a dirlo al suo amichetto e ci sbatteranno fuori tutti e tre. Facevi prima a mettere i manifesti, “Penny è stata messa incinta da Robbie”.
Baby: Robbie?!

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Johnny: Ciao cugino. E Lei che ci fa quì?
Billy: È venuta con me, mi ha aiutato.
Baby: Ho portato un cocomero. [Johnny se ne va ridendo] Che cosa stupida ho detto… “Ho portato un cocomero”!

Una serata di grande cinema in tv. Le frasi celebri di Match Point!

Questa sera grande cinema in tv alle 21:00 su Iris con Match Point! Il film, scritto e diretto da Woody Allen, racconta l’intreccio amoroso tra l’ex tennista Chris Wilton (Jonathan Rhys-Meyers), la moglie Chloe (Emily Mortimer) e l’amante Nola Rice (Scarlett Johansson). Il film annovera tra i riconoscimenti ottenuti una candidatura ai Premi Oscar 2006 nella categoria migliore sceneggiatura originale.

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Chi disse: “Preferisco avere fortuna che talento” percepì l’essenza della vita. La gente ha paura di ammettere quanto conti la fortuna nella vita. Terrorizza pensare che sia così fuori controllo. A volte in una partita la palla colpisce il nastro e per un attimo può andare oltre o tornare indietro. Con un po’ di fortuna va oltre e allora si vince. Oppure no e allora si perde. (Chris)

È così che si migliora: giocando con i più forti. (Chris)

Ho la competizione nel sangue. Ti disturba? (Chris)

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Gli hanno insegnato che un bravo bambino ordina sempre cose modeste. (Chloe, parlando al cameriere di Chris)

Smettila di razionalizzare. (Chris a Nola)

È incredibile come cambia la vita se la palla va oltre la rete o torna indietro, no? (Chris)

Forse in definitiva è la differenza tra amore e desiderio… Ma io cosa diavolo faccio se lascio Chloe? (Chris)

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Non sai mai chi siano i tuoi vicini finché non c’è una crisi. Uno impara a nascondere lo sporco sotto il tappeto e va avanti. Devi farlo. Altrimenti vieni travolto. (Chris)

Qualche volta gli innocenti vengono trucidati per un disegno più grande. Lei è stato un danno collaterale. (Chris)

Sofocle ha detto: “Non venire mai alla luce, può essere il più grande dei doni”. (Chris)

Sarebbe appropriato se io venissi preso… e punito. Almeno ci sarebbe un qualche piccolo segno di giustizia. Una qualche piccola quantità di speranza di un possibilie significato. (Chris)

Grande cinema in tv con Il postino

Serata di grande cinema in tv con Il postino di Michael Radford alle 21:00 su IRIS. Nell’estate 1952 Mario Ruoppolo (M. Troisi), postino ausiliario in un’isola (Salina) delle Eolie, ha come unico destinatario da servire il poeta cileno Pablo Neruda (P. Noiret), esule con la moglie (A. Bonaiuto). Tra i due nasce un’amicizia grazie alla quale Mario scopre la forza della poesia e l’impegno politico. Tratto dal romanzo Ardiente paciencia (1986) del cileno Antonio Skàrmeta che lo ridusse anche per il teatro. Pur diretto dallo scozzese M. Radford, appartiene a Troisi che, gravemente malato di cuore, morì alla fine delle riprese. Fu lui a volerlo e a farne comprare i diritti perché, nonostante la differenza d’età (nel libro è ventenne), s’era innamorato del personaggio e del suo rapporto con la poesia. Forse anche di un altro tema: la tristezza di certe effimere amicizie estive che, col passar degli anni, contano nel ricordo soltanto per uno dei due.

Ecco per voi le indimenticabili frasi del film!

La poesia non è di chi la scrive, ma di chi se ne serve. (Mario)

Io non so dire quello che hai letto con parole diverse da quelle che ho usato. Quando la spieghi, la poesia diventa banale. Meglio delle spiegazioni, è l’esperienza diretta delle emozioni che può spiegare la poesia ad un animo disposto a comprenderla. (Pablo Neruda)
Voi volete dire allora […] che il mondo intero […] è la metafora di qualcosa? (Mario)

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Il tuo sorriso si espande come una farfalla. (Mario)

Molto meglio dire male qualcosa di cui si è convinti, che dire bene quello che vogliono farci dire gli altri! (Pablo Neruda)

Mario: Don Pablo, vi devo parlare, è importante… mi sono innamorato!
Pablo Neruda: Ah meno male, non è grave c’è rimedio.
Mario: No no! Che rimedio, io voglio stare malato…

Un mercoledì da leoni con Apocalypse Now Redux

Una serata di grande cinema su IRIS alle 21:00 con Apocalypse Now. Diretto da Francis Ford Coppola e liberamente ispirato al romanzo di Joseph Conrad Cuore di tenebra, vinse la Palma d’oro al 32º Festival di Cannes e due premi Oscar (per la migliore fotografia e per il miglior sonoro). Indimenticabili le interpretazioni di Marlon Brando, Robert Duvall e Martin Sheen.

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In questa guerra tutto diviene confuso laggiù, il potere, gli ideali, un certo rigore morale, esigenze militari contingenti… ma laggiù con questi indigeni si può essere spinti a prendersi per Iddio.
…perché c’è un conflitto in ogni cuore umano tra il razionale e l’irrazionale e tra il bene e il male… però non sempre il bene trionfa… a volte le cattive tentazioni hanno la meglio su quelli che Lincoln chiamava “i migliori angeli della nostra indole”, i buoni istinti morali. …Ogni uomo ha un suo punto di rottura, noi due lo abbiamo, Walter Kurtz ha raggiunto il suo, e evidentemente è uscito di senno. (Gen. Corman)

A condurre la guerra era un gruppo di clown con quattro stelle che avrebbero finito per dar via tutto il circo. (Cap. Willard)

Io volevo una missione, e per scontare i miei peccati, me ne assegnarono una. (Cap. Willard)

Accusare un uomo di omicidio quaggiù era come fare contravvenzioni per eccesso di velocità alla 500 miglia di Indianapolis. (Cap. Willard)

Saigon. Cazzo. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla. (Cap. Willard)

Granduca Sei a squadriglia Aquila: vai con guerra psicologica! A pieno volume. Qui Romeo Foxtrot: vogliamo ballare? (Col. Kilgore)

Se un uomo ha abbastanza fegato da combattere con le budella in mano, può bere dalla mia borraccia ogni volta che vuole. (Col. Kilgore)
Charlie non fa il surf. (Col. Kilgore)

Americani andate a fare in culo! Siete bastardi. Americani andate a fare in culo! Vaffanculo americani. Vaffanculo americani. Americani vaffanculo! (Soldato Vietcong)

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Ho osservato una lumaca strisciare lungo il filo di un rasoio, questo è il mio sogno, è il mio incubo: strisciare, scivolare lungo il filo di un rasoio e sopravvivere. (Col. Walter E. Kurtz)

Ma noi dobbiamo ucciderli, dobbiamo incenerirli, maiale dopo maiale, vacca dopo vacca, villaggio dopo villaggio, esercito dopo esercito. E dicono che sono un assassino. E come si dice quando gli assassini accusano altri assassini? Mentono! Loro mentono e noi dobbiamo essere clementi con coloro che mentono?! Quei nababbi… io li odio! Li odio profondamente!. (Col. Walter E. Kurtz)

Ho visto degli orrori, orrori che ha visto anche lei. Ma non avete il diritto di chiamarmi assassino. Avete il diritto di uccidermi, questo sì, ma non avete il diritto di giudicarmi. Non esistono parole per descrivere lo stretto necessario a coloro che non sanno cosa significhi l’orrore. L’orrore ha un volto e bisogna essere amici dell’orrore. L’orrore ed il terrore morale ci sono amici. In caso contrario allora diventano nemici da temere. Sono i veri nemici… (Col. Kurtz)

Era un modo particolare che avevamo qui di vivere con noi stessi: li facevamo a brandelli con una mitragliatrice, poi gli davamo un cerotto. (Cap. Willard)

Noi addestriamo dei giovani a scaricare Napalm sulla gente, ma i loro comandanti non gli permettono di scrivere “cazzo” sui loro aerei perché è osceno. (Col. Kurtz)

Sono preoccupato che mio figlio non capisca quello che ho cercato di essere. (Col. Kurtz)

Persino la giungla lo voleva morto… e in fin dei conti era proprio dalla giungla che Lui prendeva ordini. (Cap. Willard)

…Perché non c’è niente che io detesti di più dell’odore di marcio delle bugie. (Col. Kurtz)

Quand’ero qui volevo essere lì. Quand’ero là, pensavo solo a tornare nella giungla. Adesso sono qui da una settimana.. in attesa di una missione, mi sto lasciando andare. (Cap. Willard)

La stanza si fa sempre più piccola: più guardo la pareti più mi si stringono intorno. (Cap. Willard)

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Da bambino una volta sono stato su quel fiume. C’era un punto del fiume – non ricordo bene – credo fosse una piantagione di gardenie, o comunque una piantagione di fiori… adesso è in stato di incuria e pieno di erbacce, ma almeno per cinque miglia sembrava che il paradiso fosse sceso sulla terra sotto forma di gardenie. (Col. Kurtz)

Ha mai pensato seriamente a delle reali forme di libertà? La libertà dall’opinione degli altri..persino dalla propria opinione. (Col. Kurtz)

Lei è un galoppino mandato qui dal droghiere a incassare i sospesi. (Col. Kurtz)

L’orrore. L’orrore! (Col. Kurtz)

Ma lo sai che il se è la sillaba centrale di essere? (Fotoreporter)

Siamo gli uomini vuoti
siamo gli uomini imbottiti
addossati l’uno all’altro
con la testa piena di paglia
Ahimè!
Le nostre aride voci vanno insieme bisbigliando
sommesse e insulse come il vento tra l’erba secca
o le zampette umide di topi nel nostro scantinato asciutto
foggia senza forma
tinta senza colore
paralisi della forza
gesto senza moto.
Chi ha attraversato le sponde…
(Col. Kurtz)

…è il voler giudicare che ci sconfigge… (Col. Kurtz)

Tutte le frasi e i dialoghi celebri di Sleepers

Questa sera alle 21:00 su Iris un classico degli anni ’90: Sleepers! Il film, diretto da Barry Levinson e tratto dall’omonimo romanzo di Lorenzo Carcaterra, vanta un nutrito cast di stelle del cinema.

Nell’estate del 1966 ad Hell’s Kitchen, nell’East Side di Manhattan, quattro ragazzi – Lorenzo, soprannominato Shakes, Michael, John e Tommy – compiono una bravata ai danni di un venditore greco di hot dog causando quasi la morte di un anziano all’uscita della metropolitana. Condannati a 18 mesi da scontare in riformatorio, i ragazzi subiscono atroci violenze psichiche e fisiche da parte di alcuni agenti di custodia, tra cui spiccano il sadico Nokes e Ferguson. Una partita di rugby, vinta a sorpresa dai ragazzi, causa l’inasprirsi delle violenze delle guardie e la morte del nero Rizzi, capo carismatico dei prigionieri. Un sacerdote, padre Bobby Carrillo, in visita, tenta di dare coraggio a Leonardo, che prima di uscire viene sottoposto con i suoi amici ad un ultima atroce notte di sevizie. Dopo molti anni, nel 1981, nel pub di Hell’s Kitchen, Tommy e John, divenuti gangster e killer, scoprono Nokes che sta pranzando…

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Gli eventi esterni ci interessavano poco, la società che cambiava per noi era solo una serie di immagini slegate sugli schermi televisivi. I giovani dimostranti dicevano che volevano cambiare le nostre vite e sistemare il mondo, ma mentre quelli strillavano i loro slogan, i miei amici e io assistevamo ai funerali dei giovani che tornavano dal Vietnam dentro un sacco di plastica. Guardavamo con scetticismo le facce in televisione, facce di gente protetta dal denaro e dalla posizione sociale. L’invadente armata delle femministe marciava attraverso il paese pretendendo l’eguaglianza, ma le nostre madri continuavano a cucinare e a far bucati per uomini che le maltrattavano. Per i miei amici e per me quelli sviluppi non avevano alcun peso, per quello che ci rigurdava potevano succedere in un altro paese, in un altro secolo. (Lorenzo Carcaterra)

Un certo numero di detenuti, anche se si comportavano da duri durante la giornata, spesso si addormentavano piangendo, la sera. C’erano anche altri pianti e diversi da quelli indotti dalla paura e dalla solitudine. Erano più bassi e soffocati: la voce dell’angoscia. Pianti che possono cambiare il corso di una vita. Pianti che una volta sentiti non li cancelli più dalla memoria. (Lorenzo Carcaterra)

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Possiamo solo tenercelo dentro, parlarne la renderebbe più dura, tanto vale non parlarne più. La verità ci resta dentro. (Michael Sullivan)

La vita è rischio. (King Benny)

Dovete coltivarla la cattiveria e costruirci una vita sopra. (Jerry)

Lorenzo Carcaterra: I preti non dovrebbero giurare.
Padre Bobby: E i ragazzi non dovrebbero ascoltare le confessioni.

[Mentre John Reilly era in ospedale per un polmone perforato da un fidanzato della madre]
Aggressore di John Reilly: Senta, gli ho dato una sberla, una cosa da niente.
Padre Bobby: La prossima volta ti batti con me. Io non sono della tua categoria ma peso un po’ più di quaranta chili. E non ti servirà il dottore quando avrò finito, ti ci vorrà il prete per darti l’estrema unzione. Ci vediamo in chiesa.

Lorenzo Carcaterra: Potrei scappare, potremmo scappare tutti. Scomparire per un po’. Nessuno verrebbe a cercarci, nessuno si interesserebbe di noi, ne di dove andiamo.
Padre Bobby: Se scappi adesso scapperai fino alla morte. Nascondersi non cancella la colpa, la gente non se la scorda, devi affrontare la realtà.

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[Trovandosi davanti a Sean Nokes] Tommy Marcano: Certo che è incredibile.
John Reilly: Salve, ne è passato di tempo.
Sean Nokes: Ma chi cazzo siete? [John e Tommy si siedono] Ehi! Chi cazzo vi ha detto di sedervi?
Tommy Marcano: Credevo che fossi contento di vederci, ma devo essermi sbagliato.
John Reilly: Be’, io credevo che avresti fatto più carriera. Eh sì, con tutto il tempo che c’hai perso; finire a far la guardia ai soldi degli altri, mi sembra uno spreco.
Sean Nokes: Ve lo chiedo per l’ultima volta, si può sapere che cosa volete?
John Reilly: Pensaci con calma, vedrai che ti viene in mente… Posso capirlo che c’ha dimenticato.
Tommy Marcano: Eh già.
John Reilly: In fondo eravamo giocattoli coi quali vi divertivate.
Tommy Marcano: Per noi è più difficile dimenticare. C’hai lasciato tante di quelle cose da ricordare.
John Reilly: Tu non ci metti a fuoco, vero? Allora ti aiuto io. Tu hai davanti John Reilly e Tommy Marcano.
Sean Nokes [confuso]: …Ah, già… Sì. Sì, è vero… È stato tanto tempo fa… Come ve la passate?
John Reilly: Be’, non siamo più ragazzini.
Sean Nokes: Sì, che cosa volete?
John Reilly [tirando fuori la pistola]: Quello che ho sempre sognato: vederti crepare.
Tommy Marcano: ..Ah, tu hai ordinato il polpettone. La punta di petto è molto buona qui, peccato che tu non l’assaggerai mai; ti sei fregato.
Sean Nokes [divertito]: …Eravate dei stronzetti spaventati. Tutti e due. Tutti quanti voi. Ve la facevate sotto, ma io..vi ho fatto diventare dei duri. Cercavo di indurirvi…
Tommy Marcano: E invece pensa come ti avevamo frainteso! Noi invece credevamo che ti piacesse violentare e picchiare i ragazzini!!
Sean Nokes [Ultime parole]: Voi, figli di puttana, brucerete all’Inferno! Voi brucerete all’Inferno…
John Reilly: Sì, ma dopo di te. [gli spara al pene]
Tommy Marcano: T’ha fatto la bua, Nokes? [Marcano e Reilly continuano a sparargli finché non lo uccidono]

[Al ristorante di King Benny]
King Benny: Tu conosci la strega?
Lorenzo Carcaterra: Be’, difficile che sfugga una con quattro verruche e un occhio solo.
King Benny: Le servono le teste. [Incartando delle teste di pesce] Salvatore! Porta questo alla strega. [Consegnando a Salvatore le teste incartate]
Lorenzo Carcaterra: Scusa, perché le servono le teste?
King Benny: Lei prende gli occhi.
Lorenzo Carcaterra: Ah… fantastico.
King Benny: Li mette in una scodella e li mischia con acqua e olio.
Lorenzo Carcaterra: E poi?
King Benny: La gente che ha malditesta va da lei. Lei li guarda negli occhi e gli dice “chi glielo manda il malditesta”. Dice qualche strana parola e il malditesta se ne va. Ogni tanto la persona che manda il malditesta, se ne va anche lei.

Tutte le frasi e i dialoghi celebri del Grande Gatsby

Martedì 26 maggio alle 21:10 su Canale 5  Il grande Gatsby (The Great Gatsby). Diretto da Baz Luhrmann ed interpretato da Leonardo DiCaprio, Carey Mulligan e Tobey Maguire Il grande Gatsby è tratto dal romanzo omonimo di Francis Scott Fitzgerald. Il film di Luhrmann è la quarta trasposizione cinematografica del romanzo, dopo una versione muta del 1926 andata perduta, una seconda del 1949 e una terza, più famosa, del 1974.

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Nell’estate del 1922, il ritmo della città era sull’orlo della frenesia. Le azioni raggiungevano vette da record e Wall Street prosperava in un crescente delirio di ricchezza. Le feste erano più fragorose, gli spettacoli più ecclatanti, gli edifici più alti, la morale più licenziosa e il proibizionismo aveva prodotto l’effetto contrario, riducendo il costo degli alcolici. Wall Street irretiva giovani ambiziosi e io ero uno di questi. Affittai una casa a venti miglia dalla città, a Long Island. Vivevo a West Egg, nel cottage dimenticato da un , strizzato dalle ville dei nuovi ricchi. Per cominciare mi comprai una decina di volumi su credito bancario e investimenti, cose nuove per me. […] A Yale avevo sognato di fare lo scrittore, ma ora ci avevo rinunciato. Col sole che splendeva e le foglie che esplodevano sugli alberi, decisi che avrei passato l’estate a studiare. Ed è probabile che lo avrei fatto, se non fossi stato distratto dagli sfrenati divertimenti che ammiccavo da oltre le mura di quel colossale castello, di proprietà di un signore che ancora non avevo conosciuto, un certo Gatsby. (Nick Carraway)

La vita la devi dominare se sei uomo, Nick. (Tom Buchanan)

E spero che sia anche stupida. È la cosa migliore per una ragazza in questo mondo: essere una bella oca giuliva. Tutte le cose belle e preziose svaniscono così presto, e non tornano più. (Daisy Buchanan)

La Valle delle Ceneri era un paesaggio grottesco. La discarica di New York, a metà strada tra West Egg e la città, dove le scorie del carbone bruciato per fornire energia all’impetuosa crescita della città, venivano scaricate da uomini che nel pulviscolo apparivano offuscati e precocemente sfibrati. Su quell’irreale aglomerato vigilava perennemente il dottor T. J. Eckleeulg, un oculista dimenticato, i cui occhi si ergevano meditabondi su tutto, come gli occhi di Dio. (Nick Carraway)

Vuoi stare in panchina o vuoi entrare in campo? (Tom Buchanan)

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Alte sopra la città, le nostre finestre gialle devono aver fornito il loro contributo di segreti umani all’osservatore casuale che avesse alzato lo sguardo dalla strada. E io ero anche lui, che guardava in sù incuriosito. Ero dentro e fuori. Incantato e respinto dall’inesauribile varietà della vita. (Nick Carraway)

Non ho idea di come fossi arrivato a casa, ma so che mi svegliai con la netta, inquietante sensazione che Gatsby mi stesse osservando. (Nick Carraway)

Tutti, ma proprio tutti, di ogni ceto sociale e da ogni angolo di New York. Un carnevale caleidoscopico che si riversava in casa di Gatsby. (Nick Carraway)

Apri gli occhi: le ragazze ricche non sposano i ragazzi poveri. (Coley Barton)

Il suo sorriso era uno di quei rari sorrisi che capita forse di vedere quattro o cinque volte nella vita. Pareva comprenderti e credere in te tanto quanto tu vorresti essere compreso e ispirare fiducia. (Nick Carraway)

Qualsiasi cosa lei voglia, deve solo chiedere vecchio mio. (Jay Gatsby)

Jay, non si può ripetere il passato. (Nick Carraway)

Parlò molto del passato, come se volesse recuperare qualcosa. […] Un’idea di sè, forse, che aveva messo nel suo amore per Daisy. (Nick Carraway)

Sapeva che la sua mente non sarebbe mai più stata libera di spaziare, come la mente di un Dio. Che l’innamorarsi avrebbe cambiato il suo destino per sempre. […] Lei sbocciò per lui come un fiore. E l’incarnazione divenne completa. (Nick Carraway)

Sapevo che per un uomo come me, innamorarsi era un grande errore. A 32 anni potrei essere ancora un grande uomo se potessi dimenticare di aver perso Daisy, ma la mia vita, vecchio mio, la mia vita… la mia vita deve mirare in alto. Deve andare avanti. Lei deve andare da Tom e dirgli che non l’ha mai amato. Le serve solo un po’ di tempo, tutto qui. Un po’ di tempo. (Jay Gatsby)

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Nick Carraway: Quando tornai da New York ero disgustato.
Dottore: Capisco signore Carraway.
Nick Carraway: Disgustato da tutti e da tutto. Soltanto un uomo sfuggiva al mio disgusto.
Dottore: Un uomo, signor Carraway?
Nick Carraway: Gatsby.
Dottore:Era un suo amico?
Nick Carraway: Era uno… che coltivava la speranza più di chiunque io abbia conosciuto, e che forse mai più conoscerò. C’era qualcosa in lui, grande sensibilità, era quasi come uno di quegli apparecchi che registrano i terremoti a diecimila miglia di distanza.
Dottore: Dove lo ha conosciuto?
Nick Carraway: Emh… emh… a una festa. A New York.

Nick Carraway: Chi è questo Gatsby?
Coley Barton: Era una spia tedesca durante la guerra.
Jordan Baker: Coley Barton, Nick Carraway.
Nick Carraway: Una spia tedesca?
Uomo: No no no no, è l’assassino del kaiser.
Donna #2: Hanno detto che ha ammazzato un uomo.
Coley Barton: È vero, uccide per divertimento, gratis. È già più ricco di Dio.

Nick Carraway:Ma se lui non esiste, tutto questo a cosa serve?
Uomo: L’enigma, mio caro amico, è proprio questo.

Jay Gatsby: La sua faccia mi è nota. Non era nella terza divisione durante la guerra?
Nick Carraway: Oh… si. Nono battaglione.
Jay Gatsby: Io ero nel settimo.
Nick Carraway: Scusi.
Jay Gatsby: Mi pareva di conoscerla. Si sta divertendo vecchio mio?
Nick Carraway: Oh, questa festa è incredibile. Io abito qui a fianco. Ah, guardi, ho ricevuto anche un invito, pare che ce l’abbia solo io. Ma non ho ancora mai visto questo Gatsby: non lo conosce nessuno. Dicono che sia terzo cugino del kaiser e secondo cugino del diavolo.
Jay Gatsby: Forse non sono stato un buon padrone di casa, vecchio mio, perchè… sono io Gatsby.

Un cult per dimenticare Sanremo – 12 febbraio 2015

Nella settimana dell’intrattenimento nazionalpopolare di Sanremo, Italia 1 risponde a “mamma RAI” con una programmazione di tutto rispetto. Dopo Trainspotting e Arancia meccanica  ci aspetta una serata all’insegna del cinema di David Fincher. A partire dalle 21 e 10 il thriller cult Seven a cui seguirà per i “nottambuli” Zodiac dalle 23 e 45. Ben venga Sanremo tutto l’anno se è questa la risposta delle altre emittenti televisive alla competizione canora!

Ricordiamo il cult Seven ripercorrendo la storia del film con le sue frasi più celebri.

Signore e signori, ho il piacere di presentarvi un omicidio. (David Mills)

Sul giornale di ieri è successo che c’è uno che porta a spasso il cane e viene aggredito, gli prendono orologio e portafogli, e mentre giace sul marciapiede inerme, l’aggressore gli pugnala entrambi gli occhi. (Det. Somerset)

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È che non riesco a continuare a vivere in mezzo a gente che abbraccia e coltiva l’apatia come se questa fosse una.. una virtù. […] L’apatia è una soluzione, insomma è più facile stordirsi con qualche droga piuttosto che dover affrontare la vita; è più facile rubare quello che si vuole piuttosto che guadagnarselo. È più facile picchiare un figlio che educarlo. Diamine! L’amore costa, costa impegno, lavoro.. (Det. Somerset)

Vi è più comodo etichettarmi come pazzo… (John Doe)

Non sei un Messia, sei un servizio giornalistico, sei una faccia su una t-shirt. (Det. Mills)

Che male c’è a provare piacere a svolgere il proprio lavoro, per quanto mi riguarda non posso negare che mi dia piacere ritorcere ogni peccato contro il peccatore. (John Doe)

Innocentiseven-2? Se è una battuta non fa ridere… un obeso, un disgustoso obeso che faticava a stare in piedi, un uomo che se lo incontri per la strada chiami a raccolta i tuoi amici per fartene gioco insieme a loro, un uomo la cui sola vista mentre stai pranzando ti faceva passare la voglia di mangiare… e dopo di lui l’avvocato, in cuor vostro dovreste ringraziarmi per averlo fatto, un uomo che aveva dedicato la sua vita al denaro, ai beni materiali, mentendo, con tutta la veemenza di cui era capace, dando così a volgari assassini e stupratori la libertà… una donna, così orribile dentro da non riuscire neanche a sopportare di vivere solo perché aveva perso la bellezza esteriore, un uomo spacciatore, uno spacciatore pederasta ad essere precisi, e non ci dimentichiamo di quell’altra infetta sgualdrina… solo in questo mondo di merda si possono definire innocenti persone come quelle e rimanere con la faccia seria. Ma questo è il punto, vediamo un peccato capitale ad ogni angolo di strada, in ogni abitazione… e lo tolleriamo, lo tolleriamo perché lo consideriamo comune, insignificante, lo tolleriamo mattina, pomeriggio e sera. Adesso basta però, servirò da esempio e ciò che ho fatto ora verrà prima decodificato, poi studiato ed infine seguito, per sempre. (John Doe)

Trasformati in vendetta, David. Trasformati… in ira. (John Doe)

David, se tu ora lo ammazzi… avrà vinto. (Det. Somerset)

Chse7en-1e assurde e ridicole marionette siamo, sgambettanti su un volgare palcoscenico, ci diletta soltanto ballare, scopare, senza pensieri, ignorando quello che siamo: niente. Non per questo siamo stati creati. (Det. Somerset leggendo il diario di John Doe)

 

Oggi stavo sulla metro e un tipo mi ha coinvolto in una conversazione, niente di impegnativo, la classica persona sola che ti parla del tempo. Ho cercato di essere simpatico e accomandante, ma mi faceva male la testa per la sua banalità. Non so neppure come sia accaduto esattamente, ma all’improvviso gli ho vomitato addosso, non gli ha fatto piacere e io non riuscivo a smettere di ridere. (Det. Somerset leggendo il diario di John Doe)

 

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